Dopo l'invasione del territorio ucraino da parte della Federazione Russa nel 2022 e gli attacchi terroristici del gruppo Hamas in Israele nel 2023, la geopolitica è tornata ad essere un argomento ampiamente discusso e dibattuto nei circoli politici, diplomatici, accademici e nei media.
In termini generali, il concetto appartiene alla Scienza Politica quando le condizioni geografiche influenzano gli studi, le decisioni e la pianificazione politica. Storicamente, molti studiosi hanno contribuito alla comprensione di questo termine. Tra questi si distinsero l'inglese Halford Mackinder (1861–1947), mentore della politica di alleanze britannica durante la Prima Guerra Mondiale (1914–1918); il generale e geografo tedesco Karl Haushofer (1869–1946), architetto dell'alleanza tedesco-giapponese nella Seconda Guerra Mondiale (1939–1945); l’olandese naturalizzato statunitense Nicholas John Spykman (1893–1943), che ispirò la politica di contenimento del comunismo applicata dagli Stati Uniti durante la Guerra Fredda; e l’americano Alfred Thayer Mahan (1840–1914), la cui Teoria del Potere Marittimo (1890) ispirò la strategia navale statunitense.
Il professore tedesco Friedrich Ratzel (1844–1904) è considerato il precursore della Geopolitica. Nella sua opera “Geografia Politica”, considera lo Stato come il risultato del binomio uomo-suolo: l’uomo influenza lo Stato attraverso la sua cultura e la sua attività politica, mentre lo Stato rimane indissolubilmente legato al suolo. Ed è sul suolo (base fisica o territorio) che l’uomo esercita le sue varie attività che, se vigorose, predispongono lo Stato alla crescita e, se deboli, al declino e all’estinzione.
Tuttavia, fu il professore e giurista svedese Johan Rudolf Kjellén (1846–1922), dell’Università di Göteborg, a fornire la prima definizione del termine, descrivendolo come il ramo della Politica che studia lo Stato come organismo geografico o fenomeno spaziale. Per Karl Haushofer, è la Scienza che tratta della dipendenza dei fatti politici dal suolo; è l’arte dell’azione politica nella lotta di vita o di morte degli organismi statali per lo spazio vitale. L’Istituto di Geopolitica di Monaco (Germania) la definisce come la coscienza geografica dello Stato e la scienza delle relazioni tra la Terra e i processi politici.
In questo modo, la comprensione del concetto deriva da una conoscenza dettagliata delle relazioni interspaziali di un territorio, considerando che la geografia può influenzare e condizionare le decisioni politiche, economiche e sociali a seconda della situazione in cui si trova.
In Brasile, il Maresciallo dell’Esercito Brasiliano Mário Travassos è considerato uno dei padri fondatori della Geopolitica brasiliana. Nella sua opera “La Proiezione Continentale del Brasile” (1931), è riconosciuto come una pietra miliare della geopolitica nazionale. Per lui, il termine definisce come un processo interpretativo dei fatti geografici risulta in un giudizio sulla situazione di un paese in un determinato momento.
Il pensiero di Travassos corrispose al periodo della genesi della geopolitica brasiliana, influenzando la sua generazione e quelle successive offrendo analisi e orientamenti per elevare la posizione del Brasile nello scenario regionale.
Un altro geopolitico brasiliano fu il Generale dell’Esercito Carlos de Meira Mattos. Autore di “Brasile: Geopolitica e Destino”, definì il termine come indicatore di soluzioni politiche coerenti con le realtà geografiche; è la scienza di governare lo Stato ispirandosi alle realtà geografiche del suo territorio.
In un’altra opera, “La Geopolitica e le Proiezioni del Potere”, affermò che l’ambiente fisico in cui vive l’uomo provoca stimoli che ispirano, indicano direzioni e suscitano necessità; e nell’opera “Geopolitica e Modernità: Geopolitica Brasiliana”, descrisse l’influenza della geografia sull’azione dell’uomo sulla terra nonché gli effetti della politica applicata agli spazi geografici sotto l’ispirazione dell’esperienza storica.
Therezinha de Castro la definì come la Scienza che collega gli aspetti geografici con gli eventi politici, con l’obiettivo principale di utilizzare in modo razionale tutti i rami della geografia nella pianificazione delle attività dello Stato, mirando a risultati immediati o a lungo termine.
Infine, dai concetti sopra citati e definiti da diversi pensatori, si deduce che la Geopolitica riguarda quanto le condizioni geografiche influenzano studi e decisioni, collegando la pianificazione politica, economica e sociale ai vincoli dell’ambiente geografico.
RIFERIMENTI:
- BONFIM, Uraci Castro. Scuola di Comando e Stato Maggiore dell’Esercito (ECEME). Corso di Politica, Strategia e Alta Amministrazione dell’Esercito. Rio de Janeiro, 2005.
- BRASILE. Ministero della Difesa. Scuola Superiore di Guerra. Manuale Base. Volume II. Argomenti Specifici. Rio de Janeiro, 2009.
- CASTRO, Therezinha de. Geopolitica: Principi, Mezzi e Fini. Collezione Generale Benício. Biblioteca dell’Esercito. Rio de Janeiro, 1999.
- MAFRA, Roberto Machado de Oliveira. Introduzione allo Studio della Geopolitica. Dipartimento di Studi. Scuola Superiore di Guerra. Rio de Janeiro, 2002.
- MATTOS, Carlos de Meira. Brasile: Geopolitica e Destino. Editore Biblioteca dell’Esercito. Pubblicazione 452, Volume 131. Rio de Janeiro, 1975.
- MATTOS, Carlos de Meira. La Geopolitica e le Proiezioni del Potere. Editore Biblioteca dell’Esercito. Pubblicazione 472, Volume 152. Rio de Janeiro, 1977.
- MATTOS, Carlos de Meira. Geopolitica e Modernità: Geopolitica Brasiliana. Editore Biblioteca dell’Esercito. Pubblicazione 726, Volume 386. Rio de Janeiro, 2002.
- ROCHA, Marco Antônio Resende Soares da. Il Contributo del Pensiero Geopolitico del Maresciallo Mário Travassos alla Concezione Strategica Nazionale di fronte alle Sfide del XXI Secolo. Scuola di Comando e Stato Maggiore dell’Esercito. Rio de Janeiro, 2020.
- TRAVASSOS, Mário. La Proiezione Continentale del Brasile. Companhia Editorial Nacional. Biblioteca Pedagogica Brasiliana. 3ª ed., Vol. 50. Rio de Janeiro, 1938.