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Foto di: Complexo do Pecém.

Lo Stato del Ceará possiede un forte potenziale per la produzione di energie rinnovabili solare ed eolica grazie alla sua posizione nel Promontorio del Nord-Est, situato nella cintura solare brasiliana (con alta radiazione media annuale) e beneficiando degli alisei sul suo territorio, tra altri fattori. Inoltre, l’articolazione terra-mare della costa del Ceará e la sua distanza dall’Europa gli conferiscono rispettivamente un grado soddisfacente di marittimità e una vicinanza a importanti rotte marittime internazionali, facilitando così gli scambi commerciali con il continente europeo, ad esempio.

È su questa costa, dotata delle caratteristiche fisiografiche sopra menzionate, che si trova il Porto di Pecém, attualmente considerato il settimo più grande del Brasile e il terzo del Nord-Est, responsabile dello spostamento di 19,7 milioni di tonnellate nel 2024. Un altro vantaggio logistico e operativo è la sua connessione con l’interno dello Stato e con il resto del Brasile attraverso le strade statali (CE-020, CE-085, CE-155, CE-156 e CE-576) e federali (BR-116 e BR-222). Nel trasporto marittimo internazionale offre quattro servizi diretti di navigazione a lungo raggio verso l’Europa, il Nord America e l’Asia.

In quanto infrastruttura critica importante, il Governo dello Stato ha realizzato diversi investimenti nel Porto di Pecém per rafforzarlo come strategia di sviluppo economico. Attualmente, il terminale funge da anello nella catena logistica, integrando le attività portuali e industriali e caratterizzandosi così come un polo trainante dello sviluppo. Di conseguenza, il porto mostra una crescita operativa costante grazie agli investimenti continui nelle sovrastrutture portuali da parte dei suoi fornitori di servizi.

Grazie ai numerosi vantaggi competitivi, nell’ottobre 2018 l’Autorità Portuale di Rotterdam (Paesi Bassi) e lo Stato del Ceará hanno firmato un accordo bilaterale che ha consentito la partecipazione di questo porto europeo allo sviluppo di Pecém attraverso un investimento di 75 milioni di euro, garantendogli una quota del 30% nel progetto, nonché la rappresentanza nei consigli esecutivo, fiscale e amministrativo.

Questa joint venture è nata dal riconoscimento, da parte di Rotterdam, di Pecém come principale centro logistico e industriale del Nord-Est del Brasile, il che consentirebbe di migliorare i flussi di commercio internazionale con il Vecchio Continente. Non a caso, nel febbraio 2021, lo Stato del Ceará ha lanciato l’Hub dell’Idrogeno in collaborazione con il Complesso di Pecém, la Federazione delle Industrie dello Stato del Ceará e l’Università Federale del Ceará.

All’epoca, attraverso un protocollo d’intesa (MoU), era prevista la costruzione di un impianto di H2V da parte dell’azienda australiana Energyx Energy, con un investimento di 5,4 miliardi di dollari statunitensi. Fino ad oggi (2025), sono stati firmati più di quaranta MoU con aziende nazionali e straniere, raggiungendo un valore superiore a 24 miliardi di dollari. Inoltre, il Ceará sta investendo 1,5 miliardi di reais nel Complesso Industriale e Portuale di Pecém (CIPP), con risorse provenienti dalla Banca Mondiale, dal CIF (Climate Investment Funds) e da fondi propri del CIPP S/A.

Lo scenario sopra descritto si allinea all’idea secondo cui il potenziale di produzione di energia rinnovabile, quando situato vicino a porti strategici, favorisce la creazione di hub, contribuendo alla crescita del mercato e a una piattaforma di accesso ad altri paesi. Con la sua architettura portuale, industriale, esportatrice ed energetica, il CIPP avrebbe la capacità di ridurre i costi attraverso la condivisione delle infrastrutture. A tal proposito, il Piano Triennale 2023–2025 del Ministero delle Miniere e dell’Energia ha evidenziato come vantaggio competitivo l’installazione di impianti di produzione di idrogeno all’interno di complessi portuali che comprendono anche strutture industriali.

Nel maggio 2023 è stato istituito il Corridoio dell’Idrogeno Verde Pecém–Rotterdam, contribuendo alla conclusione di contratti di domanda vincolanti, fattore chiave per accelerare lo sviluppo dell’hub e creare una rotta marittima per la commercializzazione sul mercato europeo.

Considerata la migliore e più grande infrastruttura portuale d’Europa, Rotterdam è la principale porta d’ingresso del continente. La sua configurazione consente l’accesso a un mercato di 440 milioni di consumatori, il transito di 30.000 navi all’anno (trasporto marittimo) e di 100.000 per vie navigabili interne. Nel 2022, durante il World Hydrogen Summit, è stata annunciata una previsione di 4,6 milioni di tonnellate di H2V distribuite in Europa entro il 2030, di cui 4 milioni sarebbero importate.

La direzione del Complesso di Pecém ritiene che la cooperazione con Rotterdam rafforzerebbe l’efficienza di Pecém nel competere sul mercato internazionale. In queste condizioni, tale prospettiva permetterebbe di ampliare la capacità del Ceará di attrarre maggiori investimenti internazionali nel settore portuale, nelle infrastrutture e nell’installazione di nuove industrie nello Stato.

Nel gennaio 2025, il Governo dello Stato, il Porto di Rotterdam e il Complesso di Pecém hanno stabilito nuove alleanze che prevedono investimenti per circa 24 miliardi di dollari in progetti di produzione di H2V. Questa partnership dovrebbe generare 80.000 nuovi posti di lavoro, stimolando così lo sviluppo socioeconomico dello Stato.

Estendendosi fino alla Germania, l’H2V di Pecém aumenterebbe la sua offerta sul mercato europeo; Duisport, che funge da hub logistico centrale nel cuore dell’Europa, si impegnerà a sostenere Pecém condividendo la propria esperienza nell’espansione delle connessioni in tutto il continente. A tal fine, l’Autorità Portuale di Rotterdam ha chiarito che uno dei canali di distribuzione sarebbe il Corridoio Delta Rhine, attraverso reti di gasdotti che collegano Rotterdam ai complessi industriali dei Paesi Bassi, della Germania e del Belgio.

Studi indicano che la domanda di H2V, da Rotterdam alla Germania, potrebbe raggiungere i 20 milioni di tonnellate all’anno entro il 2050, di cui 18 milioni verrebbero importate per rifornire i centri industriali situati a Chemelot (sud-est dei Paesi Bassi) e nei dintorni della Renania Settentrionale–Vestfalia (industrie chimiche, raffinerie e acciaierie).

Infine, un altro traguardo che caratterizza le alleanze strategiche del Porto di Pecém, rafforzando il Corridoio Verde dell’Idrogeno, si è verificato di recente, nell’ottobre 2025, con la firma di un MoU con il Porto di Rostock, uno dei futuri porti dell’energia verde della Germania. Con questo ulteriore accordo, l’H2V Made in Ceará raggiungerebbe i paesi del Mar Baltico (Danimarca, Svezia, Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania).

Dalle analisi effettuate emerge che le condizioni fisiografiche dello Stato del Ceará e la posizione del Porto di Pecém hanno permesso di sfruttare in modo intelligente numerosi vantaggi geo-economici a favore della produzione e dell’esportazione di H2V verso l’Europa. Si nota inoltre che il processo di rafforzamento della cooperazione internazionale tra Pecém, Rotterdam, Duisport e Rostock è in linea con i concetti e i principi delle alleanze strategiche, consentendo allo Stato del Ceará di diventare un attore globale nella transizione energetica in corso.

Infine, la produzione e l’esportazione di H2V verso il mercato europeo aumenterebbero la bilancia commerciale dello Stato, rendendola più eccedentaria; con l’ingresso di nuove valute, verrebbero realizzati ulteriori investimenti pubblici e privati a beneficio della società del Ceará, rendendo la transizione energetica dello Stato economicamente sostenibile, socialmente giusta ed ecologicamente equilibrata.

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